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L’importanza del commiato

Ieri sono stata al cinema, a vedere il bellissimo e delicato Still Life, storia di un dipendente comunale inglese che ha il compito di trovare i parenti di coloro che sono morti soli. Il film parla di solitudine e di morte, ma soprattutto dell’importanza del commiato.

Anche se non resta nessun vivo a piangere un essere umano scomparso, ricordare chi ha attraversato la vita, anche se la traccia che ha lasciato è lieve, fa parte dell’umanità dell’uomo. E il protagonista del film, il signor May, prende sul serio il suo compito, fa ricerche accurate sui suoi defunti, scrive per loro orazioni funebri e sceglie musiche appropriate.
«Il funerale si fa per i vivi, i morti se ne fregano», gli dice il suo capo quando decide di licenziarlo.
Ma è proprio così? Siamo legittimati a smaltire velocemente un cadavere se non ci sono parenti addolorati? Credo di no, e forse è per questo che il film ha commosso moltissimi spettatori.

Nel gesto di ricordare e salutare un uomo morto c’è il rispetto per l’umano, per la vita vissuta, c’è la comprensione per le vite sfortunate o cattive e l’ammirazione per quelle buone, c’è la pietà per la mortalità dell’uomo, c’è il sentimento della nostra fragilità, c’è la consapevolezza del mistero.

E d’altra parte noi, in questo inizio di terzo millennio, siamo in bilico, per quanto riguarda i riti funebri. Da un lato quelli del passato sono spesso stanchi e vuoti (recentemente mi è purtroppo accaduto di assistere al funerale di un familiare, e dal parroco visibilmente annoiato ho sentito solo triti luoghi comuni); dall’altro c’è l’esigenza di inventare nuovi modi, condivisi, di celebrare i nostri morti.

Chi di noi non ha qualche volta immaginato di vedere il proprio funerale? Chi non si è rappresentato le persone che potrebbero venire a darci l’ultimo saluto, a raccontare qualcosa di noi? La nostra immaginazione può nutrire, credo, le proposte che un po’ in tutta Italia si stanno facendo per il rito del Commiato laico.
E voi, se doveste compilare un modulo in cui vi è richiesto di descrivere come vorreste il vostro funerale, cosa scrivereste?

tratto da www.sipuodiremorte.it di Marina Sozzi

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La chiesa ortodossa greca contraria alla cremazione

La cremazione è rimasta rara in Europa occidentale fino al XIX secolo, tranne in casi eccezionali: ad esempio, durante l‘epidemia di peste nera del 1656, i corpi di 60.000 vittime furono bruciati a Napoli in una sola settimana.

Nel 1963, a seguito del Concilio Vaticano II, anche la Chiesa cattolica, con l‘istruzione «Piam et constantem» della Suprema Congregazione del Sant‘Uffizio, ha ribadito l‘invito ai vescovi di predicare l‘inumazione, che è la pratica tradizionale della Chiesa.

Nel contempo però ha disposto che ai propri fedeli che scegliessero di farsi cremare possano avere la sepoltura ecclesiastica.

La Chiesa ortodossa greca, da sempre contraria alla cremazione, che e’ legale nel Paese solo dal 2006, ha annunciato che neghera’ le esequie religiose a chi si fa cremare. “La cremazione e’ contraria alla tradizione e all’azione della Chiesa per ragioni antropologiche e teologiche”, afferma una circolare inviata oggi dalla Chiesa di Grecia, che non e’ separata dallo Stato.

Nello stesso documento definisce “nichiliste alcune disposizioni di una legge recente sulle procedure per la cremazione perché non rispettose del corpo umano”.
“Chi ha espresso l’intenzione di essere cremato – prosegue la circolare – afferma la separazione dalla Chiesa e pertanto non ha diritto alle esequie religiose”.

Nessun governo greco e’ ancora riuscito a far costruire un crematorio a causa delle reazioni locali o della Chiesa.

I sindaci di Atene e Salonicco, Georges Kaminis e Yannis Butaris, insistono da tempo sulla necessita’ di dotare le due citta’ di crematori che con cinque milioni di abitanti in totale, quasi la meta’ della popolazione dell’intero Paese, da anni devono far fronte ad una cronica mancanza di spazio per le sepolture nei cimiteri.

(tratto da www.euroact.net)

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TripAdvisor si occupa di cimiteri stilando la classifica di quelli più suggestivi

TripAdvisor, il noto portale di viaggi e turismo, ha stilato l’elenco dei cimiteri più suggestivi d’Italia, luoghi storici e molto interessanti anche da un punto di vista architettonico ed artistico. Una lista perfetta per questo periodo in cui, a pochi giorni di distanza troviamo sia Halloween che la Festa dei morti.

La prima è un’usanza importata dagli Stati Uniti, la seconda, invece, è particolarmente sentita in Sicilia e c’è naturalmente chi preferisce l’una e chi l’altra: in entrambi i casi, l’elenco è perfettamente “in tema”.

Questi luoghi, una volta destinati solo al ricordo dei defunti, sono ora segnalati per il loro valore artistico e monumentale.

Ecco la “specialissima” classifica: 

Catacombe dei Cappuccini (Palermo) – Soltanto pochi mesi fa sono state al centro di molti articoli, per via del “miracolo” della mummia della piccola Rosalia, ma da sempre attraggono numerosi turisti.

Catacombe di San Sebastiano (Roma) – Un vero e proprio labirinto sotterraneo, con 3 piani di loculi e tombe familiari.

Cimitero di Staglieno (Genova) – Uno dei cimiteri monumentali d’Europa: adagiato ai piedi di una collina, ospita anche personaggi illustri.

Catacombe di San Giovanni (Siracusa) – Ricavate da un antico acquedotto, offrono un viaggio nei cunicoli della Siracusa sotterranea.

Camposanto (Pisa) – Posto all’ombra della famosa Torre, affascina i visitatori.

Catacombe di San Callisto (Roma) – Qui, a parlare, sono i numeri: 50 martiri e 16 pontefici sepolti in un complesso di 15 ettari, per una lunghezza di quasi 20 chilometri.

Cimitero Acattolico per stranieri (Roma) – Si trova nel quartiere Testaccio ed è nato per ospitare protestanti, ebrei ed ortodossi.

Cimitero delle Fontanelle (Napoli) – Si tratta di un ossario che accoglie circa 40.000 vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.

Cimitero Monumentale (Milano) – Ospita nomi celebri, come Alessandro Manzoni e Filippo Tommaso Marinetti, ed è considerato un vero e proprio museo all’aperto.

Catacombe di San Gennaro (Napoli) – Sono considerate uno dei principali monumenti di Napoli e nascondono sepolcri, cripte e basiliche.