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2022

E DOPO IL CARNEVALE . . . ARRIVA LA QUARESIMA

Dopo le “follie” carnevalesche, con l’inizio della Quaresima, tempo di divieti ed astinenze, si torna a meditare sulla vanità del mondo e sulla morte. Finita l’euforia, si apre così un nuovo periodo di tristezza e di privazioni: un forte distacco, vissuto anche con manifestazioni plateali. Infatti, in molte tradizioni si celebra il funerale del Carnevale, con tanto di processioni, fiaccole, pianti e vedove in lutto.

È il momento dell’euforia e delle abbuffate, dell’ilarità e dei giochi scherzosi. E, la sua fine, segna l’inizio di un periodo di rigore, fatto di digiuni e di astinenze.

Il Carnevale, con i suoi eccessi e le sue stravaganze, celebra così la pienezza della vita e le sue manifestazioni più scanzonate; con la Quaresima termina tutto e, nei suoi quaranta giorni caratterizzati da ferree regole e da divieti, si torna a meditare sulla vanità del mondo e sulle sue futilità, sulla fragilità dell’uomo e sulla morte.

Lasciandosi alle spalle ogni entusiasmo vitale, il tempo della Quaresima apre le porte alla tristezza ed al silenzio: per questo, in molte culture popolari, sin dai tempi passati, il Carnevale viene “salutato” con tanto di cerimonie funebri, cortei e lamenti. Un modo per rappresentare il passaggio dall’esistenza alla morte, l’inevitabile alternanza tra gioia e dolore. Tradizioni che, in alcune zone d’Italia, sono presenti ancor oggi.

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CORTEI E FANTOCCI. In Friuli, il funerale del Carnevale viene celebrato il mercoledì delle Ceneri. A San Leonardo, in provincia di Udine, è un uomo molto spiritoso ad impersonare il Carnevale: è accompagnato dai suoi “parenti”, uomini e donne della comunità, che organizzano la pesata del morto nella piazza principale del paese. Un rito accompagnato da orazioni funebri, che termina con la deposizione del Carnevale in una grande bara circondata da fiaccole.

In Lombardia, in alcune località della provincia di Bergamo, il corteo è diviso in belli e brutti. I primi sono i signori cortesi e galanti, che rappresentano la moderazione e le buone maniere, i secondi la trasgressione e le follie della vita. Il corteo, che parte verso sera dal centro del paese, sale verso le alture: ad un certo punto del cammino, incontra un gruppo di giovani che trascinano su una slitta il Carnevale che sta per morire, un grande fantoccio di pezza. Allo spettacolo, i brutti reagiscono con manifestazioni di cordoglio, urlando e percuotendosi il petto, mentre i belli rimangano pacati, per dimostrare di voler accettare il destino inevitabile della vita.

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VEDOVE E LAMENTI. È di solito celebrata il martedì grasso, e in qualche caso la domenica successiva al mercoledì delle Ceneri: in diverse zone della Campania, la lamentazione funebre per la morte del Carnevale viene organizzata con una cerimonia intorno al fuoco. Su una pira piuttosto alta, viene fatto bruciare un grosso fantoccio, poi, quando si è ridotto tutto in cenere, i presenti iniziano la processione: la salma del Carnevale viene trasportata su un carro lungo le vie del paese, seguita dalla vedova e dalla figlia, impersonate da due uomini e dai membri della comunità. Durante tutto il percorso, le donne e i bambini piangono, mentre gli uomini bevono alcuni bicchieri di vino. È ancora segnalata in tutto il secolo scorso la notizia di una suggestiva manifestazione nel centro di Napoli: il martedì grasso, una grande folla si muove per i vicoli della città, seguendo un bamboccio seduto su una sedia, trainata da numerosi portantini. Uomini, donne e bambini non smettono di piangere, alcuni si strappano i capelli, altri si battono il petto, ricordando le gioie e l’ebbrezza della vita.
Lamentazioni funebri per la fine del Carnevale sono segnalate anche in Basilicata: il martedì grasso, in alcuni centri della provincia di Matera, le donne, davanti alla sua salma, fatta di pezza o rappresentata da un uomo alto e robusto, piangono e intonano canti che ricordano il tempo delle feste carnevalesche e della loro spensieratezza. Nelle comunità agricole intorno a Potenza, il Carnevale morto è impersonato da un giovane: il lamento viene eseguito da ragazzi travestiti da donne, totalmente avvolti in scialli neri. In alcune tradizioni, l’attenzione è invece spostata sulla vedova del Carnevale: in provincia di Teramo, in Abruzzo, il mattino della prima domenica di Quaresima, una donna si veste a lutto e, tra i lamenti, apre il corteo funebre che si snoda per le vie del paese. La seguono tutte le donne della comunità che, alla fine del percorso, le si stringono intorno cercando di consolarla. Nelle piccole realtà intorno a Collecorvino, in provincia di Pescara, la sera del martedì grasso, la vedova afflitta si siede davanti al cadavere del Carnevale, rappresentato da un uomo disteso nella bara. Il catafalco è posto nella piazza centrale: vicino alla vedova è presente un uomo vestito da prete, che compie il gesto di dispensare l’acqua santa. Tutto intorno si sistemano uomini e donne, che intonano anche lamenti funebri.

MASCHERE E TORCE. Per il Carnevale che se ne va, anche la Sicilia organizza singolari manifestazioni. Soprattutto nei pressi di Modica, è registrata l’usanza delle grandi mascherate: l’ultima sera di Carnevale, alcuni uomini si camuffano da donne e si anneriscono le facce con fumo per sottolineare il grave lutto. Quindi partono in una tetra processione, facendo il lamento per il Carnevale che muore, mentre tutti gli altri abitanti della comunità stanno ai margini della strada per vedere passare il triste corteo. Fino alla fine dell’Ottocento, in alcune zone del centro dell’isola, si rappresenta la “morte del nonno”: la sera del martedì grasso, un uomo che imita un gran vecchio, che simboleggia il Carnevale ormai finito, si accomoda su un catafalco, sistemato al centro del paese. Quindi una decina di persone, avvolte in bianche lenzuola, con la maschera sul volto e con le torce accese in mano, lo trasportano e lo accompagnano a passi lenti per le vie. Il corteo che segue prima piange, poi ride e schiamazza, poi torna a lamentarsi. Ogni tanto, tutti i partecipanti si fermano, si piegano sul catafalco e gridano “Nonno! Nonno! Perché ci lasciasti, o nonno? Che faremo senza di te? Che vita sarà la nostra?”, mentre alcuni uomini si strappano ciocche dalle parrucche che portano in testa. Dopo queste soste, il corteo si rimette in cammino: ritorna così alla piazza centrale, dove viene poi bruciato il fantoccio.

IL RISVEGLIO DELLA VITA. Finiti i rigori della Quaresima, si torna alla vita. Anche questa nuova fase di passaggio, stavolta dalla morte al risveglio, viene celebrata in diverse culture con rituali che intendono celebrare il termine del rigido tempo quaresimale e invernale. In alcune parti d’Italia, soprattutto nei secoli passati, le manifestazioni che inaugurano la stagione primaverile vengono chiamate “Sega la Vecchia”, dove la vecchia è l’immagine del cattivo tempo, rappresentata di solito da un fantoccio di paglia. In Sicilia, nelle zone intorno a Palermo, a metà Quaresima, il fantoccio di una vecchia viene portato per le strade su un carro, guidato da due uomini che vestono il saio. Dopo aver fatto il giro del paese, il carro arriva nella piazza centrale, dove viene allestito il palco: la vecchia viene fatta salire e due boia, tra urla ed applausi, le tagliano il collo. Si segna così definitivamente la morte della brutta stagione.
I riti di passaggio verso la rinascita della primavera sono molto diffusi anche in altre regioni europee. In Boemia, nella quarta domenica di Quaresima, i giovani vanno nel bosco, abbattono un albero e gli legano intorno una bambola vestita di bianco che rappresenta la morte: poi, con quest’albero e con la bambola, passano di casa in casa cantando “portiamo la morte fuori del villaggio! Portiamo l’estate nel villaggio”. Alla fine gettano la bambola nell’acqua. Anche in Baviera si segnala un rito simile, praticato soprattutto nel XVI secolo: sempre nella quarta domenica di Quaresima, i ragazzi realizzano, con della paglia, la morte, che assume l’aspetto di donna, quindi la legano ad un palo e la fanno passare così davanti ad ogni casa: dalle famiglie vengono accolti gentilmente e rinfrescati con latte, piselli e pere secche, perché stanno trascinando via la morte dal villaggio. Infatti, alla fine del percorso, la fanno annegare nella corrente del fiume. In alcuni villaggi della Francia, ancora nella quarta domenica di Quaresima, le giovani contadine si vestono invece a festa con fiori nei capelli. Vanno nei villaggi vicini, portando di casa in casa bambole vestite di bianco e ornate di foglie. Durante le visite, dicono che stanno per andare a gettare la morte nell’acqua. Quindi affondano le bambole nella corrente del fiume. Un gesto che serve ad auspicare un anno prospero e felice.

Articolo tratto dalla rivista “Oltre Magazine” scritto da GIANNA BOETTI

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TripAdvisor si occupa di cimiteri stilando la classifica di quelli più suggestivi

TripAdvisor, il noto portale di viaggi e turismo, ha stilato l’elenco dei cimiteri più suggestivi d’Italia, luoghi storici e molto interessanti anche da un punto di vista architettonico ed artistico. Una lista perfetta per questo periodo in cui, a pochi giorni di distanza troviamo sia Halloween che la Festa dei morti.

La prima è un’usanza importata dagli Stati Uniti, la seconda, invece, è particolarmente sentita in Sicilia e c’è naturalmente chi preferisce l’una e chi l’altra: in entrambi i casi, l’elenco è perfettamente “in tema”.

Questi luoghi, una volta destinati solo al ricordo dei defunti, sono ora segnalati per il loro valore artistico e monumentale.

Ecco la “specialissima” classifica: 

Catacombe dei Cappuccini (Palermo) – Soltanto pochi mesi fa sono state al centro di molti articoli, per via del “miracolo” della mummia della piccola Rosalia, ma da sempre attraggono numerosi turisti.

Catacombe di San Sebastiano (Roma) – Un vero e proprio labirinto sotterraneo, con 3 piani di loculi e tombe familiari.

Cimitero di Staglieno (Genova) – Uno dei cimiteri monumentali d’Europa: adagiato ai piedi di una collina, ospita anche personaggi illustri.

Catacombe di San Giovanni (Siracusa) – Ricavate da un antico acquedotto, offrono un viaggio nei cunicoli della Siracusa sotterranea.

Camposanto (Pisa) – Posto all’ombra della famosa Torre, affascina i visitatori.

Catacombe di San Callisto (Roma) – Qui, a parlare, sono i numeri: 50 martiri e 16 pontefici sepolti in un complesso di 15 ettari, per una lunghezza di quasi 20 chilometri.

Cimitero Acattolico per stranieri (Roma) – Si trova nel quartiere Testaccio ed è nato per ospitare protestanti, ebrei ed ortodossi.

Cimitero delle Fontanelle (Napoli) – Si tratta di un ossario che accoglie circa 40.000 vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836.

Cimitero Monumentale (Milano) – Ospita nomi celebri, come Alessandro Manzoni e Filippo Tommaso Marinetti, ed è considerato un vero e proprio museo all’aperto.

Catacombe di San Gennaro (Napoli) – Sono considerate uno dei principali monumenti di Napoli e nascondono sepolcri, cripte e basiliche.

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Ingresso Cimitero di Cerro Maggiore

ESUMAZIONI NEL CIMITER0 DI CERRO MAGGIORE

Nel corrente mese di ottobre, dal giorno 7 al giorno 15, la ditta SCM, cooperativa che gestisce i cimiteri di Cerro Maggiore e Cantalupo, effettuerà le esumazioni del cimitero parco di Cerro Maggiore .

Il cimitero parco è un campo verde, di ispirazione nord europea, in cui le salme vengono inumate, cioè deposte nel terreno senza opere murarie. Periodicamente, a cicli quindicennali, le salme vengono esumate e i resti mortali deposti in cassettine di zinco che possono essere collocate in appositi ossari oppure in loculi o tombe di famiglia.

Cerro Maggiore: Le esumazioni riguarderanno le salme dei deceduti negli anni 1992 – 1993 -1994.

In caso di salme non completamente mineralizzate le famiglie, avvalendosi delle onoranze funebri di propria fiducia, potranno avviarle al tempio crematorio. Le urne cinerarie saranno poi collocate nelle suddette sepolture.
Le onoranze funebri incaricate dalle famiglie, avranno il compito di collocare i resti mortali in apposite casse di cellulosa, accompagnarle al crematorio e successivamente ritirare le ceneri per la tumulazione in cimitero.

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Chiesa Onoranze funebri Cerro Maggiore

Il segreto del Convento dei frati Cappuccini di Cerro Maggiore

La costruzione del Convento dei Frati Cappuccini di Cerro Maggiore ebbe inizio nel 1583 grazie al contributo economico del mercante cerrese Pompeo Legnani. Intorno alla metà del 1600, grazie alla reggenza di Padre Sempliciano da Milano, un nobile della famiglia dei Visconti, il convento raggiunse il suo “massimo splendore”.
La biblioteca del convento era ricca di volumi consultati da studiosi di tutto il territorio. I frati mantennero la proprietà fino al 1810, quando Napoleone soppresse conventi e ordini religiosi. I frati ripresero possesso del convento 90 anni più tardi.

Questo convento è noto anche per aver ospitato dal 1946 al 1957 la salma di Benito Mussolini. Proprio così: per 11 anni, dentro il convento dei frati Cappuccini di Cerro Maggiore, vennero conservate le sue spoglie.

Un po di storia: 25 Aprile 1945, gli ultimi giorni di Mussolini e la fuga da Milano e poi Dongo, il giallo della fucilazione, l’esposizione a piazzale Loreto dei cadaveri il 29 aprile 1945.

A questo punto la salma di Mussolini diventa un problema e per difenderla da profanazioni e dal furto, mossa dalla carità cristiana, interviene la Curia milanese guidata dal cardinale Ildefonso Schuster.

Da quanto si è potuto ricostruire, è padre Carlo da Milano, cerrese d’adozione, insegnante di teologia nel convento della cittadina, a indicare a Schuster quella comunità di Cappuccini lombardi: un luogo di clausura, fuori da Milano, quindi “sicuro” e discreto.
Il Governo italiano accetta. La cassa arriva in gran segreto il 25 agosto 1946. La prende in consegna Padre Mauro da Cornate d’Adda e viene deposta davanti all’altare della cappella al primo piano del convento di Cerro Maggiore accessibile solo ai frati.
Una realtà che, per anni, conoscono solo i frati che si susseguono nella reggenza del convento. A loro è affidato il compito di mantenere il segreto.
Nel 1957, il Governo italiano decide che i tempi per la riconsegna alla famiglia sono maturi. Il 29 agosto, i funzionari della Questura prelevano da Cerro Maggiore la cassa che, a bordo di una misteriosa auto americana Packard, sotto scorta, viene trasferita al cimitero di Predappio.

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Cimitero a Cerro Maggiore - Onoranze funebri

Cerro Maggiore – le nuove tombe ipogee del Comune 

L’amministrazione comunale di Cerro Maggiore ha definito le caratteristiche delle nuove tombe ipogee le cui strutture interrate sono state già realizzate sia nel cimitero di Cerro Maggiore sia nel cimitero della frazione di Cantalupo.

Le soluzioni approvate prevedono due tipologie rispettivamente con due loculi abbinati a due cellette ossari oppure due loculi abbinati a tre cellette ossari.

Le nuove tombe avranno una struttura interrata condivisa, per quanto concerne il vestibolo, ed un monumento privato fornito dal comune di Cerro Maggiore.

Per questo tipo di sepoltura il Comune di Cerro Maggiore ha previsto la possibilità di variare, a secondo del corrispettivo pagato, la durata della concessione che potrà essere di 40 o 99 anni a partire dalla data del rilascio.

La concessione potrà essere fatta a favore di una famiglia, conviventi, o parenti affini fino al 6° grado.

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Un museo all’aperto . . .

Il Cimitero Monumentale di Milano è un luogo complesso dove è possibile intrecciare diverse letture: in esso si riflettono non solo i passaggi delle varie stagioni artistiche, ma anche la storia e l’immagine più autorappresentativa della città. Scorrere i nomi incisi sulle sepolture è infatti come consultare una sorta di Who is Who milanese dell’epoca, poiché essere sepolti al Cimitero Monumentale comprovava un alto status sociale e/o una raggiunta stabilità economica.
Il Cimitero Monumentale è uno straordinario Museo a Cielo Aperto che rappresenta sia gli eventi storici della città e le vite dei suoi protagonisti, sia il variare dell’arte e del gusto estetico; un museo che per decenni è stato in progressiva crescita.

Non solo un Cimitero, ma un vero e proprio museo a “cielo aperto”.
Sentieri da percorrere alla scoperta di sepolcri stupefacenti e cappelle delle grandi famiglie milanesi.

Al fine di diffondere e promuovere la conoscenza storico-artistica culturale del Cimitero Monumentale di Milano, l’Associazione Amici del Monumentale propone per il prossimo mese di Ottobre la seguente iniziativa:

“Orfeo Canta!”
Messa in scena di un capolavoro poetico sul mito di Orfeo e Euridice.
Dai Sonetti a Orfeo del grande poeta Rainer Maria Rilke un commovente e appassionante viaggio itinerante nel mondo dei vivi e dei morti attraversando il Cimitero Monumentale seguendo i passi di Orfeo, Euridice, Hernes.

Date:
sabato 11 – 18 – 25 Ottobre 2014
domenica 12 – 19 – 26 Ottobre 2014
Ora: dalle ore 15.00 alle ore 17.00

Ingresso a numero chiuso (massimo 100 persone per replica).
Informazioni e prenotazione obbligatoria: Tel. 02 884 45706 oppure info@amicidelmonumentale.org