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Che cos’è un ossario

di Valentin Fontan-Moret 
Tra i monumenti funerari cristiani, gli ossari sono certamente i più impressionanti. Rari, generalmente testimoniano un avvenimento storico o l’antica presenza di una comunità religiosa.

È nella tradizione giudaica che si radica la pratica degli ossari.

All’epoca in cui i cimiteri non esistevano sotto la forma che conosciamo oggi, era prassi raccogliere gli scheletri dei defunti in un’urna a ciò dedicata. Più tardi, in seguito ai lavori di assestamento e ingrandimento di alcune città europee, numerosi agglomerati di ossa umane sono stati esumati. Talvolta disseminati dalle tragedie della storia – guerre e altri massacri – e senza che sia possibile identificarli formalmente, quei resti vengono allora raccolti negli ossari, che prendono la forma di monumenti accessibili al pubblico o a una comunità, edificati alla memoria di quegli uomini.

L’ossario diviene allora una spettacolare sepoltura secondaria e collettiva, che esercita un certo fascino, in un’epoca come la nostra, che mette sempre meno in scena la spoglia dei defunti.

A Roma, l’impressionante “cimitero” dei Cappuccini è di fatto un gigantesco ossario dove giacciono le ossa dei membri della comunità religiosa.

Nella tradizione monastica ortodossa, in particolare al Monte Athos, i crani dei monaci defunti sono conservati in un luogo apposito e vi si scrive sopra a pittura il loro nome con le date di nascita e di morte. Ma è certamente nella Repubblica Ceca che si trova l’ossario più impressionante: a Kutnà Hora, nel monastero cistercense di Sedlec, la stessa decorazione della cappella mortuaria è composta con le ossa provenienti dal cimitero – e questo fin dal XVII secolo.

Perché l’ossario non è una semplice sepoltura. È anche un luogo di raccoglimento, talvolta acconciato a cappella. È questo in particolare il caso che si trova a Lione, dove la cripta della cappella della Santa Croce custodisce le ossa di 209 vittime della Rivoluzione francese, giustiziate per essersi opposte alla Convention nationale del 1793.

Si sta studiando un progetto analogo per la Vendée, dove scheletri di donne e bambini verosimilmente uccisi nelle battaglie del 1793 ed esumati nel nel 2009 a Mans restano tuttora insepolti. Tali edifici sono stati eretti su importanti campi di battaglia, come a Verdun, fin dal 1918, per iniziativa del vescovo Charles Ginisty. Divenuto in seguito il celebre ossario di Douaumont, dove ancora si svolgono numerose commemorazioni, l’edificio ospita al proprio interno una cappella la cui costruzione è stata finanziata da cattolici francesi, belgi, canadesi e americani.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

 

articolo tratto da aleteia.org

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Milano: aperto il più grande cimitero d’Italia dedicato solo agli animali di affezione

Un’area di 6.000 i metri quadrati dedicati alle sepolture, ma è già allo studio il progetto di ampliamento per accogliere fino a 20.000 lapidi. Seppellire cani, gatti e pesciolini costerà 150 euro all’anno.

Apre a Milano il più grande cimitero d’Italia dedicato solo agli animali di affezione. Si chiama “Fido custode” ed è stato presentato a palazzo Marino dall’assessore con delega alle politiche animali Chiara Bisconti e del garante degli animali del comune di Milano, Valerio Pocar.

Collocato nei pressi di via Novara, con ingresso da via Caio Mario, il cimitero per animali è già pienamente operativo e in grado di ospitare nella loro ultima dimora animali domestici e non, di ogni specie e dimensione.
L’area di proprietà si estende complessivamente su una superficie di cinque ettari: inizialmente saranno circa 6mila i metri quadrati dedicati alle sepolture, che potranno ospitare 4.800 animali, ma è già allo studio un piano di espansione in grado di portare la capacità dell’area a 20mila posti, che lo renderanno il più grande cimitero per animali in Italia.
“L’apertura di un cimitero per animali di affezione è un segno di civiltà che colloca ancora una volta Milano all’avanguardia in Italia e in Europa per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti ai propri abitanti – ha dichiarato Bisconti – tra cui contiamo circa 300mila cittadini ‘a quattro zampe’ tra cani e gatti. E’ importante che ci sia anche un luogo dedicato al loro eterno riposo”.

Il Comune di Milano ha realizzato il ‘Fido custode‘ nel contesto di riqualificazione dell’area verde a Sud di via Novara, fino a oggi fortemente degradata, che diventerà con il tempo una vera e propria oasi per gli animali: sono già infatti allo studio alcune ipotesi progettuali, fra le quali la costituzione di una colonia felina e di un parco interamente accessibile agli animali, grazie anche alla prossima riattivazione del fontanile esistente e alla piantumazione di nuovi alberi.

Per le informazioni, è sufficiente chiamare il numero 389.1449800 o scrivere all’indirizzo email info@ilfidocustode.it. Gli addetti al trasporto degli animali andranno all’indirizzo comunicato e provvederanno a ritirare la carcassa, che sarà posta in un contenitore biodegradabile come disposto dalla legge e infine sepolta.

Prima del trasporto verso il luogo di sepoltura, un veterinario si occuperà di svolgere gli accertamenti previsti e rilascerà al proprietario dell’animale la certificazione obbligatoria. L’animale resterà sepolto all’interno del cimitero per cinque anni, rinnovabili su richiesta.

Chi sceglierà invece di far cremare il corpo del proprio animale, potrà decidere di tenere con sé le ceneri o depositarle all’interno del cimitero.