MORTE E CULTURA FUNERARIA IN CINA

MORTE E CULTURA FUNERARIA IN CINA

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MORTE E CULTURA FUNERARIA IN CINA

Mentre nella cultura tradizionale esistevano rituali ben precisi per il rito della sepoltura, la Cina moderna sta adottando nuovi modi per affrontare efficacemente il problema. In alcuni villaggi persiste l’usanza di porre le urne nelle foreste o comunque nei pressi di alberi specifici; anche i cimiteri di importanti città come Pechino iniziano ad offrire diversi servizi di sepoltura, tra cui quelle in mare o sotto un albero, sostenute da coloro i quali credono che, così, il defunto venga ricondotto alla natura in maniera sostenibile per l’ambiente. Il cipresso e la magnolia denudata sono tra gli alberi più richiesti.

In passato, specialmente nelle aree rurali, molti preferivano la sepoltura in una tomba: un funerale sfarzoso era un vanto per il prestigio della famiglia. Ma attraverso i secoli ci si rese conto che il posizionamento “irrazionale” delle tombe rendeva impossibile l’uso di preziosa terra coltivabile, con pesanti conseguenze economiche e fisiche per il suolo.

In realtà il governo cinese si accorse di questo problema almeno mezzo secolo fa. Alcuni documenti del Ministero degli Affari Civili dimostrano che già nel 1956 Mao Zedong e altri 150 funzionari firmarono una proposta per incentivare la pratica della cremazione in un paese in cui la maggior parte della popolazione viveva ancora nelle campagne. A partire dal 1978, quando la Cina varò le riforme, le autorità lanciarono una campagna volta ad una ulteriore sensibilizzazione. Con risultati eccellenti.

Già nel 1995 il 34% della popolazione aveva scelto l’incinerazione per i propri cari defunti, risparmiando così ingenti somme. Nel 1997 il Consiglio di Stato ha pubblicato la “Provision on the Administration of Burial”, che ha portato la gestione dei funerali sotto il controllo della legge e che ha rinforzato i poteri di controllo sull’interramento. La popolazione è stata invitata a prediligere metodi più sostenibili per l’ambiente.
Oggi più di 20 province e municipalità incoraggiano i residenti ad adottare la sepoltura delle ceneri in mare o sotto gli alberi.

Più di cento milioni di vecchie tombe sparse nei campi di grano o lungo le strade e le ferrovie sono state eliminate, con il risultato di recuperare 6,7 milioni di ettari di terra coltivabile.

Le statistiche mostrano che, alla fine del 2000, la percentuale di cinesi che aveva scelto la cremazione era del 46% contro il 14,5% del 1982.
I costi della sepoltura presso alberi sono fissati su cifre che oscillano fra i 400 e i 1000 rmb (da 40 a 100 euro circa), così che anche le famiglie a basso reddito possano permetterselo.
In alcune aree rurali e remote, dove i residenti continuano ad utilizzare le tombe tradizionali, le autorità locali hanno cercato di trovare soluzioni idonee optando per seppellire la salma in profondità, senza alcuna costruzione in superficie.
Recentemente anche la Regione Autonoma del Tibet ha aperto il suo primo crematorio.

Per decenni i Tibetani hanno creduto che solo le persone cattive dovessero essere bruciate, mentre le anime buone sarebbero state assunte in cielo tramite “sepoltura celeste”, attuata esponendo il corpo del defunto agli avvoltoi, oppure tramite “sepoltura in acqua”, gettando il corpo in un fiume.

IDA SALVITTO
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