LE INCREDIBILI BARE DEL GHANA

LE INCREDIBILI BARE DEL GHANA

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LE INCREDIBILI BARE DEL GHANA

di Marco Trovato reporter indipendente (seconda parte)

UN FUNERALE INDIMENTICABILE
Ancora oggi la gente di Jamestown, caotico sobborgo di Accra, si ricorda del funerale di Ernest Tagoe, un vecchio pescatore morto qualche anno fa. La salma dell´uomo fu adagiata in una bara davvero unica, che aveva la forma di una copia piegata del “Daily Graphic”, il maggiore quotidiano ghanese. Il signor Tagoe, infatti, pur essendo analfabeta, era stato soprannominato dagli amici “Daily”, perché ogni giorno si faceva leggere dal figlio le notizie riportate su quel giornale, che poi raccontava a sua volta a tutto il vicinato, diventando in pratica l´edizione di quartiere del “Daily”. Al funerale del signor Tagoe c´erano anche i giornalisti tedeschi Klaus Muller e Ute Ritz-Muller, che hanno raccontato quella indimenticabile giornata nel loro libro “Africa riti e tradizioni di un continente” (Konemann 1999): “Chiuso il sarcofago, quattro prestanti giovanotti, resi ancora più energici dal gin, se lo caricarono in spalla e presero a correre per gli stretti vicoli di Jamestown, fermandosi ogni tanto perché amici e parenti potessero donare al defunto l´estremo saluto… Gran parte dei 16 chilometri del percorso furono coperti a passo di corsa, con la processione funebre impegnata in un faticoso inseguimento, e il cadavere trovò infine pace una volta giunto al cimitero”.

L´IMPORTANTE E´ ESAGERARE
ananasLa gente del Ghana ha una particolare propensione a fare della propria morte una specie di fuoco d´artificio, uno straordinario spettacolo pirotecnico, il cui principale scopo è impressionare, suscitare lo stupore e l´ammirazione generale. “La vita, comunque sia stata, deve terminare in magnificenza”, mi ha spiegato, tempo fa, un taxista di Accra, con cui ero rimasto intrappolato nel traffico per via di un interminabile funerale.

Alla radio, tra un talk show e un notiziario, è possibile ascoltare i necrologi che quotidianamente aggiornano il calendario delle morti e dei cortei funebri: sono tra i programmi più gettonati in assoluto.
Se la moda delle bare artistiche spopola tra i ricchi, quella dei funerali estrosi e stravaganti è una tradizione popolare. Un grande evento sociale che nasce dal fantasioso sincretismo fra la religione cristiana (qui moltiplicata in un ampio ventaglio di sette pentecostali o apocalittiche) e l´animismo delle origini.

DOLORI E DANZE
bara1Basta girovagare per le città e i villaggi della costa, specie nel fine settimana, per accorgersi delle dimensioni assunte dal fenomeno: tra ingorghi di traffico e mercati affollati, non è raro imbattersi in cortei allegri e chiassosi che seguono casse da morto a forma di pannocchie, di aerei, di pesci, di uccelli e persino di bottiglie di Coca Cola o di pile Duracell.

I pochi turisti di passaggio guardano sbigottiti, senza capire: non immaginano di trovarsi di fronte ad un funerale. La confusione in questi cortei regna sovrana: le urla e i lamenti della gente si intrecciano con il ritmo dei tamburi, la musica delle fanfare, i clacson delle auto. E c´è chi, invece di camminare, avanza a passi di danza.
Ai nostri occhi tutta questa sfacciata eccitazione appare come una mancanza di rispetto verso chi è morto e chi soffre per la perdita del proprio caro, ma è vero il contrario: secondo l´opinione corrente infatti, maggiore è il chiasso che si riesce a procurare nei funerali e maggiore è l´omaggio che si rende al defunto. Un corteo funebre misero e silenzioso, invece, potrebbe offendere e irritare il caro estinto.bara-a-forma-di-barca

I FUNERALI ASHANTI
Particolarmente gioiosi e colorati sono i funerali degli Ashanti, gli abitanti del Ghana centrale: gente fiera, nobile, molto legata ai costumi tradizionali. Ogni sabato, nella città di Kumasi, capitale del regno Ashanti, si rinnova un appuntamento con la morte, unico nel suo genere: centinaia di persone elegantissime si radunano per l´ultimo ricordo ufficiale di un amico, di un parente, di un semplice conoscente. Il funerale diventa l´occasione per una grande festa collettiva, un rito solenne e sfarzoso dove non c´è traccia di dolore, tristezza, pianti. Il fatto curioso è che il “festeggiato”, ovvero il defunto, spesso è morto anche da molti anni e ciò avviene perché il funerale può essere celebrato solo quando la famiglia è in grado di sostenere le consistenti spese della cerimonia. Gli invitati arrivano vestiti con lussuose tuniche nere e rosse, su cui spiccano monili d´oro purissimo di foggia diversa, a volte così grandi da impacciare i movimenti di chi li indossa.
Intrattenuti dalla musica e dalle danze rituali, essi presentano le loro condoglianze e i loro doni ai parenti dello scomparso. Tutti sono tenuti a offrire qualcosa alla famiglia, per contribuire, anche in piccola misura, allo sforzo economico profuso nella festa: in cambio si ottiene una benedizione e una regolare ricevuta che certifica la propria generosità. La cerimonia termina al tramonto, in un clima sereno e festoso, tra fiumi di bevande locali a base di liquore di palma. Amici e parenti si congedano soddisfatti e si danno appuntamento per il sabato seguente, per dei nuovi funerali.

I DEFUNTI ? MEGLIO TENERSELI BUONI
La buona riuscita di un rito funebre è una questione fondamentale, un aspetto centrale per gli equilibri della società, non solo tra gli Ashanti: in Ghana la morte non rappresenta la fine della vita, ma l´inizio di una nuova fase per lo spirito. E le anime degli antenati, dei parenti morti, continuano a giocare un ruolo importante nelle vicende terrene di tutti i giorni. Possono, per esempio, portare consiglio attraverso i sogni, proteggere la casa dei propri cari, garantire il benessere e concedere la fertilità.

D´altro canto possono anche ammonire i discendenti negligenti mediante segni e piccoli avvenimenti sfortunati, o punirli severamente con la malattia e la morte. Il defunto, insomma, è in grado di influenzare la sorte dei membri della famiglia molto più che quando era in vita. Ciascuno ha dunque un interesse vitale nel mantenere buoni rapporti con gli spiriti ancestrali e la buona organizzazione del funerale è la condizione indispensabile perché le cose possano mettersi bene.

IN THE MEMORY OF…
La cerimonia può durare da pochi giorni a qualche settimana, a seconda dello status del morto e del numero di persone che vogliono porgere l´ultimo saluto. Durante queste interminabili veglie funebri la camera ardente è aperta ai visitatori. Tra una preghiera e un canto, si alzano i lamenti delle donne e i bicchieri colmi di birra e rum degli uomini. Gli ospiti portano doni e banconote da offrire allo scomparso, qualcuno improvvisa un breve discorso d´addio, altri si limitano a indossare fazzoletti rossi in segno di rispetto e di dolore (il rosso, da queste parti, è il colore del lutto). Le strade del quartiere sono tappezzate di manifesti con la foto del defunto. bara-aereo

E la stessa foto compare su decine di t-shirt sgargianti, indossate con fierezza da amici e parenti (“In the memory of …” c´è scritto). Ma l´orgoglio e il prestigio della famiglia ruota attorno alla bara, che deve essere il più possibile elaborata, appariscente e costosa. “Bisogna pagare una fortuna per far felice gli spiriti dei morti e assicurarsi una posizione di riguardo nell´aldilà”, spiega Timothy, 47 anni, cameriere in un ristorante nel centro di Accra. Timothy è uscito economicamente rovinato dalle esequie di un fratello, ma non si lamenta: “I sacrifici che ho fatto saranno ripagati: i miei antenati ora vegliano sulla mia casa… E quando verrà il mio momento, si ricorderanno della mia generosità e mi accoglieranno nel migliore dei modi”.

VISITE FUNEREE
Feretri di lusso e funerali sfarzosi: il culto dei defunti si intreccia con il business senza freni del caro estinto. Avviene in tutto il mondo e non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che qui le bare artistiche stanno diventando un´attrazione turistica. Si tratta di un fenomeno di nicchia, intendiamoci, ma ci sono i segnali di un interesse destinato a crescere: ai turisti “fai da te” che si addentrano tra i caotici vicoli di Teshie in cerca delle botteghe funerarie, si sono aggiunte da qualche tempo alcune comitive di visitatori accompagnati da guide locali (il tour operator Transafrica propone nei suoi viaggi in Ghana una tappa ad Accra, al “quartiere dei fabbricanti di sarcofaghi dalle forme fantasy”: vedere al sito www.transafrica.biz). I falegnami hanno fiutato l´affare e ora chiedono un compenso per una visita ai loro magazzini: 5 euro per vedere e toccare, 10 euro per fotografare o filmare (sono previsti sconti per comitive). Ci guadagno in soldi e in pubblicità.

“L´ETERNO RIPOSO” DEL TURISTA
bare-ghana7Chissà ? Un giorno forse i loro sarcofaghi avranno successo anche in Europa. Per il momento a Teshie sono giunte ordinazioni da musei e collezionisti occidentali. Ma non sono mancati i turisti di passaggio che hanno approfittato dell´occasione per prenotarsi una bara personalizzata. A ben guardare, per il nostro portafoglio la spesa non è affatto esagerata, pur considerando il costo del trasporto via mare. Le imprese funebri di casa nostra propinano, a prezzi ancora maggiori, casse da morto sicuramente più scialbe e anonime. Deve aver pensato così un ragazzo italiano passato da queste parti il mese scorso. “Era entusiasta del nostro lavoro e non ha resistito alla tentazione…”, mi dice un giovane artigiano, che non tarda a mostrarmi la foto della bara che gli ha costruito. La forma ? E´ un telefonino, un cellulare lungo due metri, ricostruito in legno con tutti i particolari: l´antenna, la mascherina verde, i bottoni coi numeri, il display fluorescente. “Manca solo la suoneria – commenta orgoglioso l´artigiano – così potrà riposare in pace”.