LA MORTE: RITI, CREDENZE E USANZE PER DEMONIZZARLA di RENZO PATERNOSTER (preistoria)

LA MORTE: RITI, CREDENZE E USANZE PER DEMONIZZARLA di RENZO PATERNOSTER (preistoria)

2018

LA MORTE: RITI, CREDENZE E USANZE PER DEMONIZZARLA di RENZO PATERNOSTER (preistoria)

preistoria

Già dalla preistoria l’uomo si è sforzato di sottrarre l’evento della morte alla natura per conferirgli un significato e dare senso alla vita stessa. Infatti, tracce di sepolture rituali ci giungono fin dall’ultimo periodo Musteriano (segmento storico del Paleolitico medio, compreso tra 130.000 e 40.000 anni fa).

A questo periodo della preistoria risale il ritrovamento di quattordici sepolture rituali (sei adulti e otto bambini), scoperte nella grotta di Qafzeh, a sud della città di Nazareth, sulla riva destra del Wadi el Haj, sul fianco del Monte del Precipizio in Israele.

Tutti i resti umani ritrovati erano “sistemati” in posizioni che lasciano intendere chiaramente l’avvenuta sepoltura rituale, cosparsi di ocra rossa – come a voler simboleggiare il sangue e quindi la vita – assieme a vari oggetti (conchiglie forate intenzionalmente, crani di animali posizionati accanto o sul defunto, utensili probabilmente appartenuti in vita al morto) collocati vicino alle sue spoglie – come ad accompagnarlo in una sorta di viaggio – mostrano tra l’altro l’esistenza di una fede nel prolungamento della vita dopo la morte, nella rinascita del defunto. Insomma già l’uomo preistorico immaginava un’altra “vita” oltre la morte.

Nel mondo antico, le raffigurazioni sepolcrali, l’uso dell’epitaffio funebre e buona parte dell’imponente letteratura mitologica, conferiscono non solo una presenza concreta della morte, ma spiegano anche la credenza che si aveva riguardo al trapasso in un’altra vita. Non a caso l’Ade, il regno dei morti greco-latino, al contrario di quello ebraico e cristiano, era considerato un vero e proprio luogo fisico, al quale si poteva persino accedere in terra da alcuni luoghi impervi, difficilmente raggiungibili o comunque segreti e inaccessibili ai mortali.