La chiesa ortodossa greca contraria alla cremazione

La chiesa ortodossa greca contraria alla cremazione

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La chiesa ortodossa greca contraria alla cremazione

La cremazione è rimasta rara in Europa occidentale fino al XIX secolo, tranne in casi eccezionali: ad esempio, durante l‘epidemia di peste nera del 1656, i corpi di 60.000 vittime furono bruciati a Napoli in una sola settimana.

Nel 1963, a seguito del Concilio Vaticano II, anche la Chiesa cattolica, con l‘istruzione «Piam et constantem» della Suprema Congregazione del Sant‘Uffizio, ha ribadito l‘invito ai vescovi di predicare l‘inumazione, che è la pratica tradizionale della Chiesa.

Nel contempo però ha disposto che ai propri fedeli che scegliessero di farsi cremare possano avere la sepoltura ecclesiastica.

La Chiesa ortodossa greca, da sempre contraria alla cremazione, che e’ legale nel Paese solo dal 2006, ha annunciato che neghera’ le esequie religiose a chi si fa cremare. “La cremazione e’ contraria alla tradizione e all’azione della Chiesa per ragioni antropologiche e teologiche”, afferma una circolare inviata oggi dalla Chiesa di Grecia, che non e’ separata dallo Stato.

Nello stesso documento definisce “nichiliste alcune disposizioni di una legge recente sulle procedure per la cremazione perché non rispettose del corpo umano”.
“Chi ha espresso l’intenzione di essere cremato – prosegue la circolare – afferma la separazione dalla Chiesa e pertanto non ha diritto alle esequie religiose”.

Nessun governo greco e’ ancora riuscito a far costruire un crematorio a causa delle reazioni locali o della Chiesa.

I sindaci di Atene e Salonicco, Georges Kaminis e Yannis Butaris, insistono da tempo sulla necessita’ di dotare le due citta’ di crematori che con cinque milioni di abitanti in totale, quasi la meta’ della popolazione dell’intero Paese, da anni devono far fronte ad una cronica mancanza di spazio per le sepolture nei cimiteri.

(tratto da www.euroact.net)

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