IL FUNERALE CINESE

IL FUNERALE CINESE

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IL FUNERALE CINESE

Quando un cinese muore il corpo viene cremato e le ceneri conservate in una urna (“gu hui xian”) che, di solito, è tenuta fino al giorno delle esequie (“zang li”) in una cella chiusa a chiave all’interno della funeral home.

La preparazione al funerale include la manifattura di piccoli quadrati di argento e di pezzetti di carta gialla poco più grandi ripiegati a forma di barca (“xi bo”) che rappresentano il denaro: in tempi antichi all’oro puro veniva data questa forma e veniva usato come moneta.

Le tombe (“mu bei”) sono lastre di marmo alte circa un metro e mezzo e sono decorate con caratteri rossi e dorati che indicano il nome e la data di morte. Spesso si può trovare una nicchia ovale intarsiata nella roccia, contenente una foto del defunto. Molti sepolcri contengono due foto in quanto rappresentano due anime e hanno due lastre orizzontali (“mu xue”) ai loro piedi. La tomba è costituita da una lastra verticale di marmo posta dietro una piattaforma orizzontale in granito o in marmo in cui è scavata un’apertura abbastanza grande per contenere l’urna. Lo spazio acquistato è approssimativamente un quadrato dal lato di un metro e mezzo. Le piccole strutture sono uguali per tutti, disposte in lunghe file e separate solo da un cammino di cemento di un metro di larghezza. Tutto è in superficie.

Durante il funerale la famiglia si raduna davanti al luogo della sepoltura, mentre un congiunto spara dei razzi (in numero dispari, di solito tre) che volano ad una altezza di sei metri e poi esplodono con uno scoppio rumoroso di buon auspicio per il defunto. I partecipanti al rito sollevano il coperchio marmoreo della tomba e mettono al suo interno gli xi bo gialli a cui viene poi dato fuoco. I familiari continuano ad alimentare il fuoco con altri xi bo: attraverso questo atto essi donano denaro al defunto affinché abbia mezzi di sostentamento nell’aldilà. Una volta estinto il fuoco, quando tutti gli xi bo sono stati consumati, viene messa una polvere bianca sopra le ceneri per colmare il dislivello del buco.
L’urna viene quindi rimossa dal piedistallo e avvolta in un panno rosso utile a mantenere all’interno lo spirito del defunto, senza farlo uscire, e poi inserita in un contenitore di plastica il cui coperchio viene chiuso ermeticamente o incollato dopo aver riempito gli spazi vuoti con monete o con banconote. Dopo questa fase il maestro di Feng Shui, con l’uso di un compasso, esegue le appropriate valutazioni per verificare che la tomba sia rivolta nella giusta direzione in modo che il defunto abbia fortuna nell’aldilà. Quindi viene temporaneamente posto sopra l’apertura un coperchio di marmo sul quale i familiari depongono alcune pietanze: pesce e carni, pere, arance, funghi, dolci, riso; si apre una bottiglia di vino che viene versato in un bicchiere e messo insieme alle pietanze, si apparecchia un coperto e si accendono candele e incenso davanti al cibo. Dopo, si dà fuoco ai quadratini d’argento ed al resto degli xi bo di carta gialla.

Quando tutti gli xi bo sono stati bruciati, il cibo viene rimosso, si ripone il coperchio e si procede alla chiusura sigillando l’apertura con della calce. Nel frattempo si accendono altri minirazzi per augurare buona fortuna al defunto, ai suoi familiari e agli amici. Una parte del cibo viene lasciata sulla tomba, il resto è riportato a casa. I fiori e le fotografie vengono riordinati. Prima della partenza vengono lanciati in aria altri razzi e, al momento del congedo, nel parcheggio vengono bruciati pezzetti di giornale, ed ognuno dei partecipanti deve calpestare le fiamme due o tre volte, in modo da scoraggiare gli spiriti maligni. L’ultimo gesto è il lavaggio delle mani dei vivi, emblema del fatto che non sono più responsabili del benessere economico del defunto: ciò che guadagneranno da quel momento sarà per il loro esclusivo godimento.
Una volta rientrati dal cimitero, il cibo avanzato diventa parte del pasto della famiglia e tutti devono servirsi delle pietanze in segno di buon auspicio. Identici riti verranno ripetuti durante la commemorazione del defunto (“ji shi”) che avviene due o quattro volte l’anno, in prossimità dei cambi di stagione.

IDA SALVITTO
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