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Dopo la morte restiamo coscienti per un breve periodo: ecco cosa fa il nostro cervello appena dopo la morte

Cosa accade dopo la morte? Secondo una recente scoperta ognuno di noi saprebbe di essere morto anche dopo la morte.

O almeno per un breve periodo di tempo. Gli scienziati avrebbero infatti scoperto che il cervello continua a funzionare anche dopo che il cuore smette definitivamente di battere.

Dunque, secondo una recente ricerca, poco tempo dopo che il battito si arresta l’attività cerebrale continua a farci avere coscienza di noi stessi. La sensazione che si prova potrebbe essere quella di sentirsi ‘intrappolati’ all’interno del proprio corpo ormai privo di vita mentre il cervello è ancora funzionante. Così il dottor Sam Parnia ha spiegato il meccanismo di ‘passaggio’ tra la vita e la morte, dopo averlo analizzato insieme al suo team della Stony Brook University School of Medicine di New York.

Gli scienziati hanno preso in esame le funzioni cerebrali dopo che una persona entra in arresto cardiaco. L’obiettivo primario della ricerca è quello di migliorare la qualità della rianimazione e prevenire le lesioni cerebrali mentre si riavvia il cuore di un paziente.

Secondo quanto appurato, dunque, quando il battito cardiaco si ferma la corteccia cerebrale, ovvero la parte ‘pensante’ del nostro cervello, rallenta in maniera graduale e le cellule cerebrali riescono a restare attive per alcune ore.

Articolo tratto da www.meteoweb.eu

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LA CREMAZIONE: INFORMAZIONI PRATICHE

Ed_ParlamentoItaliano

Legge n. 130 del 30 Marzo 2001
“Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2001
________________________________________
Art. 1.
(Oggetto)
1. La presente legge disciplina la pratica funeraria della cremazione, nonchè, nel rispetto della volontà del defunto, la dispersione delle ceneri.
Art. 2.
(Modifiche all’articolo 411
del codice penale)
1. All’articolo 411 del codice penale sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«Non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto.
La dispersione delle ceneri non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da lire cinque milioni a lire venticinque milioni».

In Italia la cremazione di un cadavere è regolamentata dalla legge n. 130/2001.
C’è un po’ di disinformazione sulle modalità e sull’iter necessari alla cremazione, molte persone non sanno come comportarsi per avviare un loro congiunto alla cremazione. Questa piccola guida non ha pretese di essere esauriente, ma solo di dare le informazioni principali.
Per la cremazione di un cadavere è necessaria la volontà del defunto che può essere espressa dal coniuge o, in mancanza di esso, dalla maggioranza degli eredi di pari grado. La manifestazione di volontà deve essere espressa presso il comune di decesso o presso il comune di residenza degli aventi diritto a meno che il defunto sia iscritto a una Società di Cremazione –SOCREM-( la Monza & Pozzi è fiduciaria della Socrem di Varese) , nel qual caso è sufficiente richiedere la tessera di iscrizione.

In Lombardia la Legge Regionale consente di conservare le ceneri presso la propria abitazione. Tale possibilità è concessa al coniuge, che può autorizzare un altro familiare alla conservazione delle stesse.

C’è anche la possibilità di disperdere le ceneri in natura, in questo caso la volontà del defunto deve essere espressa dal defunto stesso. La strada più semplice , per chi volesse far disperdere le proprie ceneri, è l’iscrizione a una Socrem, scrivendo di proprio pugno la volontà alla dispersione. Per fare ciò bisogna iscriversi e compilare un apposito modulo, allegando la copia di un proprio documento. L’iscrizione va rinnovata ogni anno, semplicemente pagando un bollettino postale. Diversamente è valido un testamento che però richiede tempi più lunghi.

• la dispersione va autorizzata dall’ufficiale dello stato civile;
• i luoghi consentiti sono aree appositamente attrezzate all’interno del cimitero, aree private all’aperto (previo consenso del proprietario), in natura (mare, laghi, fiumi, montagna, foresta ecc.), purché libera da manufatti;
• è vietata in ogni caso nei centri abitati;
• la dispersione può essere affidata ai congiunti, ad un esecutore testamentario, alla SOCREM oppure al comune.