Messico: Dia de los muertos

Messico: Dia de los muertos

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Messico: Dia de los muertos

Anche se noi italiani siamo abituati a commemorare i nostri defunti in maniera triste, mesta e riflessiva, in Messico invece è uno dei momenti più felici e gioiosi dell’anno!
E sia chiaro, questo giorno non ha niente a che vedere con la festa di Halloween improntata su spiriti maligni e fantasmi. Secondo la loro tradizione infatti, il día de los muertos è il giorno in cui i morti tornano a trovare parenti ed amici.

Le celebrazioni hanno luogo tra il 31 Ottobre e il 2 Novembre; prima erano festeggiate in agosto ma con l’arrivo degli spagnoli in America nel 1500, si fusero i riti mescolando tradizioni europee a quelle degli indigeni locali.

Dopo la conquista del Messico infatti, si assistette all’incontro e alla mescolanza delle credenze del Vecchio e del Nuovo mondo. In realtà fu un periodo molto confuso in cui gli sforzi di evangelizzazione cristiana dovettero per forza cedere alla forza radicata delle credenze indigene facendo nascere così nelle Americhe un cattolicesimo proprio fatto da un incontro di religioni: la preispanica e la cristiana.

Da questo incontro nasce questa ricorrenza ancora oggi sentitissima.Una festa che inizia all’alba con il suono delle campane della Chiesa e con la meticolosa pratica di adornare tombe e allestire santuari sulle lapidi dei propri cari.Ma una cosa più di tutte ha importanza: l’altare dei morti.
Abbiamo detto che in questi giorni lo spirito dei cari estinti torni dal mondo dei morti per vivere un giorno con la famiglia, confortandola e incoraggiandola; bene, l’altare è lo strumento per fare tutto ciò. E’ la porta tra la vita e la morte. E allestirlo ha delle precise regole e scrupolosi rituali.
Viene predisposto in santuari, nelle abitazioni, nelle scuole. Ovunque un defunto debba arrivare a trovare i congiunti.

L’altare dei morti è una cosa tanto pittoresca, tanto originale, tanto unica, tanto meravigliosamente colorata e accurata da essere stato proclamato nel 2008 patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO.

Qui, è perfettamente tangibile la fusione di elementi religiosi e vecchie tradizioni e l’ostilità di quest’ultime a non soccombere.

L’altare dei morti è foderato con tessuto bianco o nero, ed è fatto di un’ara di sette livelli che simboleggiano i passi necessari per riposare in pace e ogni strato ha la sua funzione e il suo significato.
Nel primo:
– L’immagine del Santo a cui è dedicato
il secondo
– è dedicato alle anime del purgatorio: nel caso un’anima fosse ancora bloccata in quella casa o in quel luogo, avrebbe così il permesso di lasciarla
nel terzo:
– il sale che simboleggia la purificazione dello spirito per i bambini
nel quarto:
– il pane offerto come cibo per le anime che sosteranno lì. Rappresenta
l’eucarestia: un’aggiunta dei missionari spagnoli, ma anche qui la resistenza alle tradizioni locali è evidente: la croce nel mezzo infatti è fatta a forma di ossa
nel quinto:
– il cibo, la frutta e tutte le pietanze preferite in vita dal defunto
nel sesto:
– le sue fotografie. Collocate alle spalle, all’indietro, con uno specchio di fronte affinché si possa vedere solo il riflesso del defunto e che quest’ultimo veda solo nel riflesso i parenti
nel settimo:
– la croce. Sagomata di da semi o frutti; simbolo anch’esso introdotto dai missionari

Nella parte superiore, a simboleggiare l’ingresso nel mondo dei morti vi è un arco quasi sempre ornato da fiori di calendula. Questi infatti per la loro fragranza sono considerati la guida per gli spiriti che devono raggiungere questo mondo. Ma ci sono altri elementi che non devono mancare: il coppale e l’incenso ad esempio; il primo è un elemento preispanico che purifica e il secondo per santificare l’ambiente. I confetti, che rappresentano la gioia della festa e il vento.

Le candele e i ceri che evocano luce divina. Sono viola e bianchi a rappresentare il lutto e la purezza. Vanno collocati a nord sud ovest est e per terra a formare un percorso per raggiungere l’altare. Altro elemento essenziale è l’acqua: riflette la purezza dell’anima. Inoltre un bicchiere d’acqua viene lasciato per il defunto affinché possa dissetarsi dopo il viaggio. Vengono lasciati anche una saponetta, uno specchietto da toletta e un asciugamano.

Intorno all’altare vengono anche posizionati dei pittoreschi teschi chiamati Calavera che possono essere fatti di gesso, zucchero, pietra o argilla e alludono che la Signora Morte è sempre presente tra i vivi.

Infine bevande alcoliche e oggetti personali, quelli appartenuti ai defunti, e per i bambini i loro giocattoli preferiti.
La visione dei messicani della morte è affascinante; consolatoria: viene festeggiata, non temuta, non evitata; non è per loro mancanza o assenza: èsolo una nuova tappa.

E’ una costante rinascita. I morti sentono, ascoltano e perfino consolano. Sono presenze vive più che mai. Presenze che ci ricordano che oggi siamo noi ad offrire ma domani in un ciclo continuo, saremo noi gli invitati alla festa. E torneremo. Torneremo sempre finché qualcuno ci ricorderà e preparerà per noi un altare.