Hallowen, una festa che non ci appartiene

Hallowen, una festa che non ci appartiene

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Halloween - festa dei morti

Liberi pensieri  . . .

La cosiddetta ricorrenza di halloween che all’inizio del mese di Novembre verrà “celebrata” da molti ci catapulterà in una festa che non ci appartiene, legata ad una tradizione che viene da lontano e che non è sicuramente nella tradizione italiana.

Halloween o Hallowe’en è infatti il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, osservata prevalentemente in Irlanda, Scozia, Canada e Stati Uniti d’America, che si celebra la sera del 31 ottobre, ossia alla vigilia della festa di Ognissanti (è questo il significato della parola Halloween).

In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell’estate con Samhain, il loro Capodanno.

Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.

Si capisce bene, quindi, quanto è lontana da noi una simile tradizione che, purtroppo, si è ridotta ad una banalizzazione scaramantica della morte o, meglio ancora, del rifiuto del Mistero dopo la vita terrena.

L’inscenare, attraverso costumi di streghe, morti viventi, spiriti, il “macabro” è probabilmente un tentativo mal riuscito di esorcizzare le nostre paure nei confronti della morte.

Diceva molto bene il Cardinale Dionigi Tettamanzi – nella ricorrenza della commemorazione dei defunti – che “bisogna ritrovare il coraggio di parlare della morte, anche della propria, perché non solo la Storia, ma anche la morte è maestra di vita”.

La nostra società “scaccia il pensiero della morte” perché solo così può permettersi di inseguire il “falso mito di una libertà senza limiti”. La morte viene “esorcizzata e rifiutata come ostacolo verso il benessere”.

Parole molto dure ma, come sempre, utili per provare a vedere da un altro punto di vista la quotidianità.

Qualcuno potrebbe obbiettare che non c’è nulla di male nel fare festa: ebbene si non c’è nulla di male se non si perde di vista il senso delle cose.

Se facciamo passare il messaggio ai giovani – coloro che festeggiano Halloween – che si può relativizzare tutto, prendendo un po’ di qua e un po’ di la, non prendendo sul serio mai nulla nemmeno il rispetto per i defunti forse stiamo sbagliando qualche cosa.