Il funerale e il mondo dell’aldila nella mentalità dei vietnamiti

Il funerale e il mondo dell’aldila nella mentalità dei vietnamiti

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“Nascere, invecchiare, malato, e morte”, la regola inevitabile della vita, quindi la gente da secoli perde tanto tempo per capire e esprimere questa regola, la regola della morte.

Il funerale e il mondo dell’aldila nella mentalità dei vietnamiti

testo di Ventophong e cura di Lorenzo Archannoni da Roma

“Nascere, invecchiare, ammalarsi e morire”, la regola inevitabile della vita: la gente da secoli perde tanto tempo per capire e concepire questa regola, la regola della vita e soprattutto della morte.
Già dal tempo antico dell’età del bronzo, cioè circa 2500 anni fa, la cerimonia di un funerale ere particolarmente complicata.
Probabilmente, la gente credeva nell’esistenza di un mondo dopo la morte.
In tante tombe antiche hanno trovato tanti reperti sepolti insieme con il defunto: la tomba a forma di barca, cioè una bara avente le sembianze di una barca, conteneva tutto un mondo interessante ed affascinante di cose sepolte, tutti oggetti che rappresentavano gli utensili della società dell’epoca.
Nella zona del fiume rosso, i cinesi hanno invaso il Vietnam nel 221 a.c: però solo verso la fine dell’anno 43, cioè dopo la repressione del generale cinese Ma Yuan alla rivolta delle due sorelle, la cultura cinese iniziò a mettere le sue radici: nelle grandi città del delta di fiume rosso le tombe cinesi ritrovate contengono utensili diversi da quelli contenuti nelle tombe vietnamite.
L’influenza cinese diventò più forte mediante l’istruzione e la divulgazione delle filosofie cinesi come confucianesimo, taoismo e buddismo.
I riti di queste filosofie e religioni cinesi furono lentamente accettate nel tempo dalla comunità vietnamita per via delle leggi sia degli occupanti che della classe borghese vietnamita filo cinese.
I riti diventarono nel tempo sempre più colorati e attraenti.

L’influenza del buddismo proveniente dall’India ed interessante le regioni del sud del Vietnam era fortissima durante periodo Tran dal 1225 fino al 1400: la cremazione diventò una parte importante della cerimonia funebre per la società.

Ma, durante i 20 anni di occupazione cinese e della successiva dinastia Le, la sepoltura e riesumazione divennero particolarmente diffusi.

Le tombe trovate in questo periodo hanno rivelato la presenza di mummie imbalsamate secondo metodi molto interessanti: i corpi dei defunti sono stati trovati avvolti da stoffa preziosa tipo seta e profumati da olio profumato.

L’usanza per le famiglie povere non poteva seguire questo stile troppo costoso e pertanto doveva essere applicato un processo più complicato cambiando il vestito per il morto, “Cai Tang, Sang áo”.
Il funerale è già un processo lungo collegato a tante credenze popolari, come richiamare lo spirito, scegliere l’orario per mettere il morto nella bara per portarlo fuori casa fino al luogo di sepoltura.
Ma il Cải táng è una cerimonia più misteriosa: la gente crede che esista un mondo dopo la morte.

Dopo la morte il corpo si decompone ma rimane lo spirito che segue una strada per andare nel mondo dell’aldila.
I vietnamiti credono negli inferì, un mondo simile all’inferno: ma il defunto poi si reincarna in un’altra vita.
Si crede esistano dieci piani di questo mondo dei morti: in relazione ai peccati fatti durante la vita terrena, lo spirito del morto viene assegnato ad un determinato piano per espiare la punizione.
Dopo aver completato il tempo assegnato per la punizione, lo spirito si reincarna in un’altra vita.

Vietnam 2005 – Ho Chi Minh City

Ma questa credenza sul mondo dei morti è un po’ vaga e per tante persone il mondo degli spiriti è molto più vicino e gli spiriti hanno un rapporto stretto con il nostro mondo terreno: si devono rispettare le usanze e le tradizioni durante la vita terrena, altrimenti si porta sfortuna a se stessi!.
Nel nord del Vietnam il morto viene sepolto in una bara di legno e dopo un periodo di 3 o 5 anni viene riaperta la tomba per mettere le ossa in un’urna.
L’orario per iniziare la cerimonia comincia molto presto al mattino quando non c’è ancora la luce del sole: si usa il lume a petrolio per vedere meglio. Con il liquore di riso mescolato al profumo di cannella si puliscono le ossa che vengono messe nell’urna di terra cotta.
Questa urna viene seppellita di nuovo nella terra in un luogo che un indovino considera sacro e fortunato!
Da quel momento lo spirito del morto ha una casa eterna per vivere!
I contadini sentono che i loro antenati ancora esistono e vivono vicino al cimitero del villaggio!
E da questa credenza che nascono tante usanze relative a quel mondo: la gente cerca di comunicare con i morti per capire quel mondo, ed alla fine solo poche persone riescono a farlo.
L’attività dei medium (un tipo di esorcismo) è molto diffusa da noi: la gente cerca in tutti modi di soddisfare gli antenati nel mondo dell’aldila con la speranza di ricevere aiuti paranormali.
Vengono spesi molti soldi per costruire la tomba più bella e si bruciano molti oggetti votivi per gli spiriti facendo molte offerte.
Le religioni come taoismo e buddismo hanno un ruolo importante nella cerimonia funebre.
Il monaco buddista prega per purificare e indicare la strada giusta per lo spirito: nel mondo dell’aldila si crede che esista un’entità che aiuta gli spiriti macchiati dai peccati ad uscire dalle punizioni dell’inferi.
Uno stato inferiore del nirvana si chiama Boddisatwa, in vietnamita Bồ tát, e Địa tạng Bồ tát, cioè Boddisatwa degli inferi che aiuta gli spiriti.
Il monaco taoista invece può creare delle magie per allontanare i cattivi demoni ed utilizzare anche la geomanzia, tecnica affascinante in quanto permette di trarre responsi attraverso l’osservazione del paesaggio, delle rocce e della terra.
In Vietnam si dice: “la ricchezza crea il rituale”: phú quý sinh lễ nghĩa!
Ma forse sarebbe meglio dire “la ricchezza e l’ignoranza crea il rituale”!
Quando il mondo dell’aldila è ancora da scoprire e il mondo nostro è ancora da capire nasce il rituale per spiegare i misteri: e quindi Buddha dice: “uno dei dolori della vita umana è l’ignoranza”!
Penso che il mondo dell’ aldila, per ogni paese, dipenda dalla fantasia umana di ogni popolo che tramanda le credenze da generazioni a generazioni: come i tibetani lasciano il cadavere agli avvoltoi, gli indiani cremano i corpi e li lasciano alle acque del fiume Gange.
Oggi il mondo dell’aldila per i kamikaze mulsumani è farsi saltare insieme al nemico, mentre una volta i vietcong si ammazzavano per la libertà, per la liberazione e nel nome dell’ideologia comunista.

Ieri sono passato per un villaggio di Zay a Ta van guardando una casa di legno, uno stagno di fronte alla casa pieno di pesci ,un orto verde di piante e verdure e gli animali dell’allevamento: in lontananza, sul fianco della collina, si stendevano le vecchie e le nuove tombe come fossero un mucchio di terra.
Da quel posto gli spiriti delle etnie dormono con le teste rivolte sulla vallata ricca di risaie a terrazza: si dorme per migliaia di autunni nel mezzo del verde.
Nella casa di Hmong non esiste l’altare degli antenati, ma unicamente un piccolo angolo con tre tazzine, un poco di riso, qualche pezzo di carta rossa appesa sul muro mentre nella cucina riposano tre uomini seduti sui loro bassi giacigli con una bottiglia di liquore forte!

 

articolo tratto da: vietnam travel art